I BLOGGER COME LE PROSTITUTE DI AMSTERDAM

Trovo davvero deprimente, sebbene assolutamente conforme ai nostri tempi – dove le infinite possibilità di incontro vengono sfruttate da ciascuno solo per mostrare agli altri la propria persona -, che anche il mondo dei blogger, nel quale sono entrato alcuni anni fa, si caratterizzi per la stessa egoistica aridità d’animo.

Ero persuaso, quando vi entrai, che ci sarebbe stata tra di noi una forte e produttiva interlocuzione, ed invece, con mia sorpresa e rammarico, non ce ne è neanche l’ombra, foss’anche la più bassa e becera delle interlocuzioni, ovvero il litigare, il prendersi a pesci in faccia.

Non c’è nulla in questo mondo che sia riconducibile ai rapporti umani, non c’è alcun dialogo, in nessuna forma immaginabile, che sia improntato all’amore o all’odio. Praticamente, il nulla cosmico della comunicabilità.

Ho tentato più volte, soprattutto attraverso la condivisione di scritti altrui, di sollecitare un qualche scambio di idee. Ma niente. È come trovarsi nello spazio cosmico a bordo di una navicella che abbia perso persino il contatto con la base della NASA.

Solo, completamente solo.

E siccome questa solitudine è il frutto della egoistica volontà di ciascuno di esibire solo la propria bravura nello scrivere o nel cucinare o quant’altro, ho intravisto nei blogger una similitudine con le prostitute di Amsterdam, che esibiscono il proprio corpo dietro delle vetrine, alla stregua di una qualunque merce da esibire per la vendita.